TEATRO

GLI INDIFFERENTI - Parole e Musiche da un Ventennio

locandina GLI INDIFFERENTI - Parole e musiche da un Ventennio - 2012
Un’idea di Fabrizio Gifuni, Monica Bacelli e Luisa Prayer
Voce recitante: Fabrizio Gifuni
Voce cantante: Monica Bacelli
Pianoforte: Luisa Prayer

 

Scrive Raffaello Ramat, critico letterario, professore di lettere all'Università di Firenze e partigiano, nell'agosto del '43: "Si era arrivati a una situazione non so più se tragica o se grottesca di un blocco di milioni e milioni di uomini i quali acconsentirono di obbedire ad un branco di ladri e di avventurieri sapendo che essi erano avventurieri e ladri, e non riuscivano a sperarne la liberazione se non da forze esterne a loro. (...) Bisogna dire chiaramente che di questo avvilimento generale una classe sopra a tutte è responsabile: quella degli scrittori. Invito i giovani a rileggere i giornali degli anni scorsi e a fare raccolta di pagine di viltà: ma non per riderci, si per piangerci sopra".
Quali furono le parole scritte e quale "musica" fu suonata nel Ventennio? Quale fu il ruolo della stampa ufficiale e di quella clandestina? E' concesso agli artisti, in nome di un'autonomia dell'Arte, essere indifferenti a ciò che li circonda? Come reagirono o come si accomodarono gli intellettuali del nostro paese mentre in Italia e in Europa si produceva una catastrofe delle coscienze prima ancora che politica? Che musica veniva eseguita mentre venivano promulgate le "Leggi razziali"?
Monica Bacelli (cantante), Luisa Prayer (pianista) e Fabrizio Gifuni (attore) affrontano la materia - ognuno con il proprio strumento - mettendo insieme materiali dell'epoca: articoli di giornale, diari privati, documenti storici, telegrammi, musiche e canzoni. Da Gobetti a Montanelli, da Toscanini a Mascagni, passando per Tosti, Pizzatti, Gadda, Calamandrei, Casella, Respighi, Castelnuovo Tedesco.
In occasione della Giornata della memoria, Bacelli, Prayer e Gifuni - artisti del loro tempo - si interrogano sul senso del proprio lavoro, sul passato e sul presente, dando vita a un concertato civile contro l'indifferenza, che rinnovi il valore e il significato dell'esperienza del ricordo.