{"id":1871,"date":"2020-12-18T12:07:50","date_gmt":"2020-12-18T12:07:50","guid":{"rendered":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/?p=1871"},"modified":"2021-01-05T13:02:24","modified_gmt":"2021-01-05T13:02:24","slug":"ragazzi-di-vita-tangorra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/ragazzi-di-vita-tangorra\/","title":{"rendered":"Ragazzi di vita-Tangorra"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1871\" class=\"elementor elementor-1871\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-54cfb5e7 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"54cfb5e7\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-6810b8b8\" data-id=\"6810b8b8\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3d52db39 elementor-widget__width-inherit elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"3d52db39\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fabriziogifuni.it\/wp-content\/uploads\/elementor\/thumbs\/RagazzidivitaReading_g-1-p0c9q2sab7bkt1glxmgva74bgyh3xugjafl5qdont4.jpg\" title=\"Ragazzi di vita \u2013 Foto di Esther Favilla\" alt=\"Ragazzi di vita - Foto di Esther Favilla\" loading=\"lazy\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-39e9c0ab elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"39e9c0ab\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-2ed8d10\" data-id=\"2ed8d10\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f2a2b75 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"6f2a2b75\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">\"Hustlers\" by Pier Paolo Pasolini - 2015 <\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-37497a07 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"37497a07\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5649da7f\" data-id=\"5649da7f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-529adfdd elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"529adfdd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Press<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c474bfa elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c474bfa\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7282a571\" data-id=\"7282a571\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-28cc966 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"28cc966\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Ragazzi di vita di Pasolini secondo Gifuni<\/strong><\/p><p><em>\u00ab\u2026 sono come un gatto bruciato vivo,<\/em><br \/><em>pestato dal copertone di un autotreno,<\/em><br \/><em>impiccato da ragazzi a un fico,<\/em><br \/><em>ma ancora almeno con sei<\/em><br \/><em>delle sue sette vite\u00bb.<\/em><br \/>Da &#8220;Poesia in forma di rosa&#8221;<\/p><p>Scriveva cos\u00ec Pier Paolo Pasolini nel 1964, facendo ancora una volta i conti con la morte, ed \u00e8 cos\u00ec che prende il via\u00a0<strong>Ragazzi di vita (\"Hustlers\")<\/strong>\u00a0con Fabrizio Gifuni. L&#8217;attore scandisce questi versi facendo leva su una semplice, ma emblematica gestualit\u00e0: indica e gira di 180\u00b0 intorno a quel corpo immaginario, \u00e8 come se il poeta si vedesse profeticamente morto ammazzato. Spesso la parola \u201cprofeta\u201d \u00e8 stata sovrausata e per questo svuotata di significato, ma mai come nel caso dell&#8217;artista originario di Casarsa \u00e8 d&#8217;obbligo, \u00e8 lo stesso Gifuni a dichiararlo: \u00abNon si riesce mai a distinguere chi precede cosa, se l&#8217;esperienza ha preceduto la creazione o viceversa, e quanto i due aspetti siano intrecciati e confusi\u00bb (dal saggio di Ilaria Mainardi \u201cDanza di Narciso\u201d in \u201cOmaggio a Pasolini. &#8216;Na Specie de Cadavere Lunghissimo\u201d). Se a una lettura autonoma del corpus pasoliniano questa idea si avverte, associando tra loro poesie, romanzi e &#8211; ampliando il raggio &#8211; anche film, quando l&#8217;attore romano va in scena intrecciando versi poetici anche dalla raccolta de \u201cLa meglio giovent\u00f9\u201d con brani da \u201cRagazzi di vita\u201d \u00e8 come se quel pensiero si materializzasse grazie a quel corpo e a quella voce che si fanno veicolo per gli spettatori.<br \/>Pu\u00f2 capitare che assistendo a un reading si abbia la sensazione spiacevole che non abbia aggiunto nulla, che si sia trattato di una lettura ad alta voce di ci\u00f2 che potevamo aver letto o leggerci comodamente a casa, ma questo pensiero non sfiora la mente mentre si partecipa a\u00a0<strong>Ragazzi di vita (\"Hustlers\")<\/strong>. Lo aveva dimostrato con \u201cOmaggio a Cesare Pavese \u2013 Non fate troppi pettegolezzi\u201d (Milanesiana 2010), con la lettura di \u201cQuer pasticciaccio brutto de via Merulana\u201d di Carlo Emilio Gadda, con \u201cLo straniero\u201d di Albert Camus (visto poco meno di un anno fa sempre al Parenti) e lo conferma in questa serata. Dietro e sopra quel leggio ci sono due mondi: quello dell&#8217;attore Gifuni presente non solo con la sua voce pronta a declamare (azione, anzi, quasi rifiutata nell&#8217;accezione consueta) e quello dell&#8221;artista dalla cui penna son sgorgate quelle parole, di fronte c&#8217;\u00e8 il mondo della platea di turno, tutti e tre son pronti a dialogare grazie a un&#8217;atmosfera da rito collettivo che si viene a creare (non scontata).\u00a0Non \u00e8 un caso che il primo brano tratto da \u201cRagazzi di vita\u201d (edito da Garzanti nel 1955) sia il secondo capitolo del romanzo intitolato proprio \u201cIl Riccetto\u201d, che ci introduce ancor pi\u00f9 a quel \u201csimpatico malandrino\u201d (o almeno cos\u00ec era all&#8217;inizio), accalappiato dal gioco delle carte messo in scena da un napoletano all&#8217;angolo di via delle Zoccolette. Con una spiccata capacit\u00e0 descrittiva e un linguaggio che esalta la lingua (romanesca e non solo), Pasolini sulla carta e Gifuni sul palco ci fanno visualizzare la scena come se si stesse svolgendo davanti ai nostri occhi e sar\u00e0 cos\u00ec per ogni estratto dal libro e ogni verso. Lo spettatore resta profondamente toccato e spiazzato quando la polvere delle tavole del palcoscenico si alza dopo aver rievocato\/mimato il pestaggio di un frocio eppure, poco prima, si era riso, di quel riso che nasce dalle parole e dalla cadenza pur parlando di quella miseria umana che il regista de \u201cLa ricotta\u201d sapeva mettere a tema e l&#8217;attore sa restituire. Con una precisione millimetrica si crea, infatti, quasi un ossimoro tra il modo di affrescare una giornata \u2013 \u00abEra una bella mattina, col sole che ardeva, libero e giocondo, battendo sui Grattacieli puliti, freschi [\u2026] e facendo piovere oro da tutte le parti\u00bb &#8211; e il linguaggio adoperato dai ragazzi di vita &#8211; \u00abA\u00f2h, &#8211; fece dopo un p\u00f2 esitando Alvaro, con l&#8217;ossame sgretolato di soddisfazione sotto la cotica, &#8211; a Ricc\u00e8, che ti sentiresti in caso de fatte na pella, a Ostia?\u00bb. Ecco quando Gifuni dice dell&#8217;\u00abossame sgretolato\u00bb o l&#8217;espressione \u00abrimestando le mandibole\u00bb non riporta solo delle parole, ma \u00e8 come se la sua bocca e il suo corpo mimassero per rievocare concretamente, nell&#8217;hic et nunc di quell&#8217;attimo, anche il rumore fisico, lo stesso vale per il Picchio \u00abinfregnato\u00bb nella nottata a Villa Borghese. Tutto il corpo dell&#8217;attore emana e asseconda una vibrazione.<br \/>Gli estratti scelti da questo primo romanzo di Pasolini riescono a comunicare, nonostante le ellissi, un arco narrativo coerente, capace di trasmettere quell&#8217;humus umano presente nelle borgate romane dopo la Seconda Guerra Mondiale e che arriva con tutta la sua potenza concreta di vita e morte. Giocando in dissolvenza tra narratore e personaggio, possiamo affermare che quello di Gifuni non sia una mera lettura di \u201cRagazzi di vita\u201d e l&#8217;unico modo per poterlo comprendere completamente \u00e8 parteciparvi non appena ne avrete l&#8217;occasione.<br \/>Mentre assistiamo al cambiamento della maschera del Riccetto &#8211; da ragazzo innocente a ragazzo che si muove quasi in modo spettrale tra le fratte e inosservato osserva la sorte che tocca a un altro ragazzo &#8211; tornano in mente questi versi della poesia dell&#8217;incipit:<br \/><br \/>\u00abLa morte non \u00e8<br \/>nel non poter comunicare<br \/>ma nel non poter pi\u00f9 essere compresi\u00bb.<br \/><br \/>Ci piace pensare che il lavoro di artisti come Gifuni (vedi anche \u201cRealt\u00e0 e verit\u00e0 \u2013 serata per Pasolini in 21 movimenti e chiusura\u201d di e con Alessio Boni e Marcello Prayer) che si mettono a servizio di voci artistiche com&#8217;\u00e8 quella di Pasolini, secondo le proprie corde \u00abper giocare con le corde del mondo\u00bb di noi spettatori, permetta, invece, di comprendere &#8211; forse finalmente &#8211; Pasolini, al di l\u00e0 della morte fisica.<br \/><br \/><strong>Maria Lucia Tangorra, culturaeculture.it &#8211; 8 giugno 2015<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ragazzi di vita&#8221; di Pier Paolo Pasolini &#8211; 2015 Stampa Ragazzi di vita di Pasolini secondo Gifuni \u00ab\u2026 sono come un gatto bruciato vivo,pestato dal copertone di un autotreno,impiccato da ragazzi a un fico,ma ancora almeno con seidelle sue sette vite\u00bb.Da &#8220;Poesia in forma di rosa&#8221; Scriveva cos\u00ec Pier Paolo Pasolini nel 1964, facendo ancora [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"elementor_header_footer","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[15],"tags":[],"class_list":["post-1871","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1871","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1871"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1871\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5704,"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1871\/revisions\/5704"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}