{"id":1877,"date":"2020-12-18T12:10:31","date_gmt":"2020-12-18T12:10:31","guid":{"rendered":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/?p=1877"},"modified":"2021-01-05T13:21:12","modified_gmt":"2021-01-05T13:21:12","slug":"ragazzi-di-vita-guidantoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/ragazzi-di-vita-guidantoni\/","title":{"rendered":"Ragazzi di vita-Guidantoni"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"1877\" class=\"elementor elementor-1877\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3144db3f elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3144db3f\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-7f57cae0\" data-id=\"7f57cae0\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-1fc37e9d elementor-widget__width-inherit elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"1fc37e9d\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fabriziogifuni.it\/wp-content\/uploads\/elementor\/thumbs\/RagazzidivitaReading_g-1-p0c9q2sab7bkt1glxmgva74bgyh3xugjafl5qdont4.jpg\" title=\"Ragazzi di vita \u2013 Foto di Esther Favilla\" alt=\"Ragazzi di vita - Foto di Esther Favilla\" loading=\"lazy\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5b8af9a2 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5b8af9a2\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-5d19ffea\" data-id=\"5d19ffea\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-6f9f2f7b elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"6f9f2f7b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">\"Hustlers\" by Pier Paolo Pasolini - 2015 <\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-10df06e4 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"10df06e4\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-46ac3be\" data-id=\"46ac3be\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-49d7f3f2 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"49d7f3f2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Press<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3c26a551 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3c26a551\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-62467e57\" data-id=\"62467e57\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-262fb4d9 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"262fb4d9\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Ragazzi di vita (\"Hustlers\")<\/strong><\/p><p>Un omaggio e un inno alla lingua, alla sua capacit\u00e0 di salire vette poetiche, discendere inferni volgari, piegarsi all\u2019ammiccamento del dialetto e alla deriva di sentimenti estremi, brutale e sublime ad un tempo. Nella lettura ad alta voce i due piani, poetico e teatrale, emergono in tutta la loro ricchezza, tracciando l\u2019affresco della vita vissuta di periferie slabbrate. La voce accarezza e rafforza il linguaggio confermando il valore del teatro di parola e, al contempo, diventa parte del corpo, strumento che accompagna le membra, gli occhi, le mani in un gesto continuo che srotola il libro in una pellicola. Un lavoro di grande tecnica dove l\u2019esercizio e la fatica non si vedono pi\u00f9: Gifuni \u00e8 morbido, fluido, versatile sfiorando cime e abissi senza rischiare di superarli. Non stona mai. In una parola sublime.<br \/><br \/><strong>Fabrizio Gifuni\u00a0<\/strong>rende omaggio ancora una volta al grande intellettuale di origini friulane e d\u00e0 voce al suo\u00a0<strong>&#8220;Ragazzi di vita&#8221;<\/strong>, inaugurando in anteprima l\u2019anno pasoliniano 2015, mentre al cinema lo doppia in &#8220;Pasolini&#8221; di Abel Ferrara. Cos\u00ec, dalla borgate della Roma degli anni Cinquanta, prendono corpo il Riccetto, il Caciotta, il Lenzetta, il Begalone.<br \/>La voce di Gifuni ci porta \u201cdentro\u201d le giornate di questi giovani sottoproletari, ci restituisce la loro generosit\u00e0 e la loro violenza, il\u00a0<strong>comico, il tragico, il grottesco di questo sciame umano che dai palazzoni delle periferie si muove verso il centro, in un percorso che \u00e8 anche un rito di passaggio dall\u2019infanzia alla prima giovinezza<\/strong>. Lo sfondo \u00e8 quello di una capitale postbellica che non esiste pi\u00f9, per un romanzo emblematico di una trasformazione epocale del nostro paese. Sul palcoscenico dell\u2019Argentina, si rivive la Roma dell\u2019immediato dopoguerra per comprendere gli abissi in cui siamo precipitati e scoprire il senso del dolore e dell\u2019estraneit\u00e0 dei nostri tempi attraverso le parole di Pasolini. Le pagine di &#8220;Ragazzi di vita&#8221; (1955) ancora un volta ritornano a soccorrerci tra i paradossi di cosa eravamo e cosa siamo diventati perch\u00e9\u00a0<strong>Pasolini legge i segni e in tal senso prevede. Ne emerge il ritratto di una societ\u00e0 allo sbando, in cui la famiglia \u00e8 smembrata e non costituisce pi\u00f9 un sistema di valori,<\/strong>\u00a0le scuole sono edifici che accolgono sfollati e il lavoro \u00e8 rappresentato da piccoli espedienti per sopravvivere. Cos\u00ec, le vicende del gruppo dei ragazzi delle borgate, affollate di ubriachi, avanzi di galera e prostitute, rintracciano un pensiero che diventa corpo e ha ancora molto da dirci. Soprattutto ci racconta la spaccatura tra \u2018i signori\u2019 e gli \u2018umiliati e offesi\u2019, violenti anche contro se stessi.<br \/><strong>Lo spettacolo \u00e8 una lettura scenica<\/strong>, forse non potremmo neppure definirla\u00a0<em>mise en espace<\/em>, e\u00a0<strong>concentra tutta l\u2019energia nella voce e nella parola<\/strong>. Efficace l\u2019ingresso: pochi minuti di recitazione, il racconto di un\u2019aggressione ad un omosessuale. Poi la lettura, lunga, profonda, estenuante eppure lieve. Non un segno di fatica.\u00a0<strong>Fabrizio Gifuni sembra volare, mai un momento di incertezza, una ripresa, un affanno, un respiro di troppo, un affaticamento nella voce, un sopra tono o un sotto tono<\/strong>. La sua voce \u00e8 corpo, si visualizza e lo attraversa tutto con una vibrazione che in alcuni momenti \u00e8 appena percepibile, in altri \u00e8 un gesto evidente, uno sguardo, una smorfia o uno scatto. Ogni parola trova una visualizzazione, perfino una pausa, un sospiro, ma non \u00e8 didascalica: \u00e8 semplicemente un tutt\u2019uno che non lascia mai scollare il testo dal gesto, la voce dalla mossa. C\u2019\u00e8 un\u2019abilit\u00e0 di immedesimazione forte con il dialetto romanesco e perfino con poche battute in friulano, che per\u00f2 non ha accenti macchiettistici, e\u00a0<strong>la grande capacit\u00e0 di essere ad un tempo, nello spazio di secondi, personaggi diversi, rende il testo vivo<\/strong>. Non solo.<br \/>Gifuni alterna l\u2019italiano per la narrazione, all\u2019inflessione dialettale per il discorso diretto e in tal modo ci restituisce i due volti di Pasolini: l\u2019intellettuale raffinato di pagine ed espressioni poetiche, e l\u2019uomo di strada che si mischia, si confonde e si perde nella seduzione popolare e scabrosa. Un grande lavoro che a mio sommesso avviso pu\u00f2 diventare un laboratorio per un teatro che esiste sempre meno. Una grande prova che racconta come stare su un palcoscenico sia\u00a0<strong>studio, cultura, finezza interpretativa e profondo e faticoso lavoro artigianale: quello sul corpo<\/strong>. Troppo spesso il teatro contemporaneo se punta sul corpo perde la voce o rende la voce grido senza pi\u00f9 parola.\u00a0<strong>Gifuni riesce ad essere un assolo e un\u2019orchestra insieme<\/strong>.<br \/>Lo spettacolo si inserisce all\u2019interno del progetto\u00a0<em><strong>Roma per Pasolini<\/strong><\/em>, l\u2019omaggio del Teatro di Roma alla fervida attualit\u00e0 della sua poetica e del suo spirito profetico. Tra gli altri appuntamenti dedicati al grande pensatore cardine del \u2019900 italiano, di cui il prossimo anno celebreremo i 40 anni dalla morte, la messa in scena di &#8220;Una giovinezza enormemente giovane&#8221; per la regia di Antonio Calenda con Roberto Herlitzka protagonista assoluto del testo di Gianni Borgna (in scena dal 5 al 9 novembre all\u2019Argentina).<br \/><br \/><strong>Ilaria Guidantoni, saltinaria.it &#8211; 2 novembre 2014<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ragazzi di vita&#8221; di Pier Paolo Pasolini &#8211; 2015 Stampa Ragazzi di vita Un omaggio e un inno alla lingua, alla sua capacit\u00e0 di salire vette poetiche, discendere inferni volgari, piegarsi all\u2019ammiccamento del dialetto e alla deriva di sentimenti estremi, brutale e sublime ad un tempo. 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