{"id":2243,"date":"2020-12-21T10:02:55","date_gmt":"2020-12-21T10:02:55","guid":{"rendered":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/?p=2243"},"modified":"2020-12-21T10:12:33","modified_gmt":"2020-12-21T10:12:33","slug":"gli-indifferenti-listanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/gli-indifferenti-listanti\/","title":{"rendered":"Gli indifferenti-listanti"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2243\" class=\"elementor elementor-2243\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-40452c77 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"40452c77\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-c724937\" data-id=\"c724937\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-18ba2c65 elementor-widget__width-inherit elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"18ba2c65\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fabriziogifuni.it\/wp-content\/uploads\/elementor\/thumbs\/GliIndifferenti_g-p06qh5k2zy4phmj5rl6ycrcucuwe0rga3rdirz1s3s.jpg\" title=\"Gli Indifferenti\" alt=\"Gli Indifferenti\" loading=\"lazy\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-545c0633 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"545c0633\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-56e7d51f\" data-id=\"56e7d51f\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-44877e94 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"44877e94\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">\"Gli indifferenti. Parole e musiche da un Ventennio\" - 2012<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2b480f94 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2b480f94\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-26efbd7e\" data-id=\"26efbd7e\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-b6bbd elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"b6bbd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Press<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6669f1e0 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6669f1e0\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-30745190\" data-id=\"30745190\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-32514071 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"32514071\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Gli indifferenti, per non dimenticare gli orrori del Fascismo<\/strong><\/p><p>For Fabrizio Gifuni, Shakespeare's\u00a0<strong>Accademia Filarmonica Romana <\/strong>ha partecipato alla celebrazione della\u00a0<em><strong>Giornata della Memoria<\/strong><\/em>\u00a0con uno spettacolo che si \u00e8 rivelato molto ben curato e di grande effetto sul pubblico.<br \/><br \/>Il titolo \u00e8\u00a0<em><strong>Gli indifferenti. Parole e Musica di un Ventennio<\/strong><\/em>. Costruito grazie alla collaborazione tra l\u2019attore Fabrizio Gifuni, la cantante Monica Bacelli e la pianista Luisa Prayer, tre artisti molto apprezzati oggi dalla critica e dal pubblico che seguono ogni loro specifico campo di azione.<br \/><br \/>E\u2019 uno spettacolo strutturato come una\u00a0<strong>riflessione<\/strong>\u00a0su quel periodo tragico della nostra storia che va sotto il nome di fascismo, ideologia dalla quale l\u2019Italia non \u00e8 completamente affrancata nonostante le oggettive tragedie che essa ha scatenato sia nel nostro paese sia nel resto del mondo.<br \/><br \/>I tre artisti hanno effettuato un\u00a0<strong>eccellente lavoro di ricerca<\/strong>\u00a0sul quel periodo selezionando scritti, articoli di giornale, interviste, telegrammi, diari privati, documenti storici, musiche e canzoni, creando uno straordinario affresco sull\u2019Italia di quel periodo citando personaggi come Piero Gobetti , Arturo Toscanini, Indro Montanelli, Pietro Mascagni, Alfredo Casella, Mario Castelnuovo Tedesco.<br \/><br \/>La struttura dello spettacolo prevede un serie di\u00a0<strong>cinque capitoli<\/strong>\u00a0ognuno dei quali dedicati ad una delle tappe della nefasta \u2018escalation\u2019 che condusse l\u2019Italia ad uno dei punti pi\u00f9 bassi della sua storia. Gli anni del manganello (l\u2019affermazione del fascismo con la violenza), Arte e Regime (tutti i condizionamenti che ebbe il mondo artistico, in special modo quello della musica), Questioni di Razza (Le leggi razziali, l\u2019ignomina forse pi\u00f9 grande che un governo possa compiere), Gli anni dell&#8217;Impero (gli interventi devastanti per dominare gli inermi popoli dell\u2019Africa), e l&#8217;Abbominio (l\u2019ultimo atto della tragedia simboleggiata da Auschwitz ma che si \u00e8 consumata in tanti altri posti come questo).<br \/><br \/>Queste tematiche avevano un\u00a0<strong>prologo<\/strong>\u00a0ed un\u00a0<strong>epilogo<\/strong>\u00a0che sintetizzavano con straordinaria chiarezza tutto il senso dello spettacolo che aveva una parte letteraria abbinata ad una parte squisitamente musicale, vocale e strumentale, tutti elementi che si fondevano tra loro in maniera del tutto soddisfacente. Sono state utlizzate musiche di Tosti, Casella, Mascagni, Respighi, Pizzetti, Castenuovo Tedesco, tutte molto emblematiche per rappresentare quel periodo storico.<br \/><br \/>Di grande rilievo la parte dedicata al rapporto tra\u00a0<strong>Arte e Regime<\/strong>, con scritti di Casella ma anche dichiarazioni di Mascagni e Pizzetti accondiscendenti verso il regime ed il suo condottiero, parole che scuotono l\u2019animo di chi ama una splendida arte come la Musica. Ad esse era contrapposto il pensiero del nostro grande Arturo Toscanini, antifascista fino al midollo, che seppe essere critico e distaccato verso il regime a costo di abbandonare l\u2019Italia dopo i cosiddetti schiaffi di Bologna del 1931 che lo costrinsero a tornare in patria nel 1946, dopo la caduta del fascismo per riaprire, con un memorabile concerto, il Teatro alla Scala, riportato a nuovo dopo la distruzione dei bombardamenti.<br \/><br \/>La cosa che pi\u00f9 ci ha colpito dello spettacolo \u00e8 stato il prologo e l\u2019epilogo affidato alle parole di\u00a0<strong>Raffaello Ramat<\/strong>, critico letterario, professore di lettere all\u2019Universit\u00e0 di Firenze e partigiano; il 10 agosto 1943 scrisse dei pensieri che, per la loro perspicacia, potrebbero essere scritti ancora oggi.<br \/><br \/>Disse che\u00a0<strong>la societ\u00e0 dell\u2019epoca<\/strong>\u00a0era \u201c<em>un blocco di milioni e milioni di uomini i quali acconsentirono di obbedire ad un branco di ladri e di avventurieri sapendo che essi erano avventurieri e ladri, e non riuscivano a sperarne la liberazione se non da forze esterne a loro. E dimostravano la loro dissidenza o col pauroso parlottare segreto e vano o peggio con la barzelletta. Povera arma e segno interiore di debolezza\u201d<\/em>.<br \/><br \/>L\u2019epilogo contiene parole\u00a0<strong>altamente drammatiche<\/strong>:\u00a0<em>\u201cil fascismo non \u00e8 morto ancora. Esso non \u00e8 nato in Italia nel 1919 ma ha radici lunghe e difficili da troncarsi in un giorno. Esse si stendono tenaci e talvolta invisibili nel nostro carattere, si avvolgono al dannunzianesimo, al demagogismo, al governo pontificio, austriaco, borbonico, al gesuitismo, alla controriforma.. si sono rafforzate in secoli di servilismo e d\u2019abitudine alla menzogna, di ignoranza, di disonest\u00e0 divenuta sistema, di retorica e di scetticismo, di egoismo e di insipienza governativa, di classismo gretto e di assenteismo stupidamente aristocratico degli intellettuali, di accademismo e di pigrizia. Il fascismo \u00e8 stato l\u2019erede di questo ammasso di tare e ha dominato per vent\u2019anni perch\u00e9 gli italiani nel complesso avevano gi\u00e0 dentro di loro la disposizione a quel regime. Bisogna epurarsi, ma radicalmente, interiormente, perch\u00e9 il nemico della libert\u00e0 \u00e8 ancora dentro di noi.\u201d<\/em><br \/><br \/>Sono\u00a0<strong>parole forti, impressionanti<\/strong>, ci fanno pensare alla situazione dell\u2019Italia di oggi ma che ci debbono far riflettere, assieme anche al significato di tutta la Giornata della Memoria. Basti pensare a Vattani il console \u2018fascio-rock\u2019 che si permette di esaltare il fascismo pur rappresentando l\u2019Italia e la sua Costituzione che, nata dalla Resistenza, fa proprio dell\u2019antifascismo il suo pilastro fondamentale.<br \/><br \/>Un prologo ed un epilogo ai quali ha fatto da contrasto il Lied \u2018Ruhe, meine Seele!\u2019 (Riposa anima mia) scritto da\u00a0<strong>Richard Strauss<\/strong>\u00a0nel 1894 su testo di\u00a0<strong>Karl Henckell<\/strong>, che lo stesso Strauss riprese nel 1948 con una versione per canto ed orchestra. E\u2019 una sorta di incoraggiamento all\u2019oblio, l\u2019esatto opposto del significato intrinseco della Giornata della Memoria che esorta gli uomini a non dimenticare.<br \/><br \/>Lo spettacolo nel suo complesso \u00e8 risultato\u00a0<strong>molto ben calibrato<\/strong>\u00a0al quale gli autori, poteva prevedere ma, al contrario, sono riusciti a renderlo\u00a0<strong>coinvolgente<\/strong>\u00a0ed avvincente, riuscendo a toccare le corde emotive del pubblico conducendolo per mano nel significato di tutti gli avvenimenti ricordati.<br \/><br \/>Tutto ci\u00f2 \u00e8 stato ottenuto grazie alla bravura dei tre artisti con\u00a0<strong>Fabrizio Gifuni<\/strong>\u00a0che ha confermato la sua coinvolgente recitazione, una qualit\u00e0 che gi\u00e0 avevamo apprezzato ne L&#8217;ingegner Gadda va alla guerra. Poi\u00a0<strong>Monica Bacelli<\/strong>, cantante molto raffinata, dalle emissioni dolci e delicate, sempre espressiva, che ha saputo dare alla sua interpretazione la necessaria dimensione cameristica. Una parte musicale alla quale la pianista\u00a0<strong>Luisa Prayer<\/strong>\u00a0ha saputo mettere a disposizione tutta la sua classe di strumentista per un\u2019esecuzione risultata affascinante, poetica ma altamente drammatica.<br \/><br \/>Lo spettacolo che ha avuto come sfondo la Sala Casella situata nella storica sede dell\u2019Accademia Filarmonica Romana, \u00e8 stato applaudito a lungo dal pubblico convenuto numeroso, molto evidentemente emozionato dai fatti raccontatati, ottimo strumento per tenere viva la\u00a0<strong>Memoria<\/strong>\u00a0di quei tragici anni con la speranza che ci\u00f2 che accadde non si verifichi pi\u00f9.<br \/><br \/><strong>Claudio Listanti &#8211; La Voce, 1 febbraio 2012<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Gli indifferenti. 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