{"id":2491,"date":"2020-12-21T13:51:16","date_gmt":"2020-12-21T13:51:16","guid":{"rendered":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/?p=2491"},"modified":"2020-12-21T13:53:27","modified_gmt":"2020-12-21T13:53:27","slug":"ingegner-gadda-va-alla-guerra-rapaccioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/ingegner-gadda-va-alla-guerra-rapaccioni\/","title":{"rendered":"Ingegner Gadda va alla guerra-Rapaccioni"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"2491\" class=\"elementor elementor-2491\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-20f7f656 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"20f7f656\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-20646f98\" data-id=\"20646f98\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-79c6ed8f elementor-widget__width-inherit elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"79c6ed8f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fabriziogifuni.it\/wp-content\/uploads\/elementor\/thumbs\/IngegnerGaddavaallaGuerra_g-p06vractfiepy2cpirw7ps3g4pr90o9nktzbgx4xhk.jpg\" title=\"\u201cL\u2019ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro\u201d \u2013 Foto di Marco Caselli Nirmal\" alt=\"\u201cL\u2019ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro\u201d - 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2010<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5c07022 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5c07022\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-56df2488\" data-id=\"56df2488\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7875280f elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7875280f\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Press<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-18adbf56 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"18adbf56\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-732813ac\" data-id=\"732813ac\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-28dda202 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"28dda202\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>L&#8217;iperbolica bravura di Fabrizio Gifuni<\/strong><\/p><p>Lo spettacolo si compone di due parti, la prima tratta dai \u201cDiari di guerra e di prigionia\u201d, la seconda da \u201cEros e Priapo\u201d. In mezzo, qua e l\u00e0, come intercalare, frammenti dall&#8217;Amleto di Shakespeare, che si infilano come naturale complemento, facilmente riconoscibili per le diverse luci: azzurrine, a tracciare una L sul palco per il Bardo, biancastre dall&#8217;alto per Gadda. Gifuni riconosce in Gadda un Amleto novecentesco e ne segue le tracce nei suoi scritti, esemplificati nel riferimento del sottotitolo al protagonista di \u201cLa cognizione del dolore\u201d.<br \/><br \/>Agosto 1915, il sottotenente di fanteria Carlo Emilio Gadda \u00e8 a Edolo, in una pensione dove si respira aria fresca di montagna. La notte \u00e8 agitata da sogni tristi, Gaddus \u00e8 dominato da grande tristezza nonostante a casa stiano tutti bene; ma \u00e8 oggetto degli scherzi indiscreti dei commilitoni e sente la mancanza di casa. Lo tormentano visioni di felicit\u00e0 perduta e gli affetti lontani. Ondeggia tra un sogno e l&#8217;altro, tra un desiderio e l&#8217;altro. Ama la patria ma ne vede i mali incurabili e ne \u00e8 sconvolto, lui che si sente un \u201cardito impacciato\u201d o piuttosto un \u201cpetulante timido\u201d.<br \/>Le date e le pagine del diario si sgranano nel racconto di Fabrizio Gifuni, gli amici liguri rievocati con leggero (ma preciso) accento genovese. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, semper in eodem loco: i fatti della guerra sono agghiaccianti nella loro quotidianit\u00e0, analizzata con lucidit\u00e0 e senza alibi. La cattiva fornitura delle scarpe, ad esempio, che si sfaldano alla pioggia: frode all&#8217;erario e danno al morale delle truppe. Ma \u201cnoi italiani siamo troppo acquiescenti al male\u201d. Quel male che \u00e8 \u201cguardare con gli occhi dei cortigiani\u201d. Piet\u00e0 e ironia si fondono nel tratteggiare l&#8217;orrore di quegli anni terribili, il sacrificio di tanti poveri giovani, carne da macello dentro e fuori dalle trincee.<br \/>Poi la prigionia, il duro calvario, il martirio. E il ritorno a casa, alla vita non pi\u00f9 normalizzabile dopo quell&#8217;esperienza. Totale e senza appello \u00e8 la condanna alla guerra, mossa con racconti in prima persona. Il racconto di Gifuni, vibrato e appassionante, riporta un Gadda umano, il suo sentire, il suo essere nella guerra, senza falsit\u00e0, senza eccessi.<br \/><br \/>La seconda parte \u00e8 narrata con accento toscano, una tirata contro la dittatura, la tirannia, contro il potere assoluto. L&#8217;analisi della psicopatologia del Cuce (evidentemente il Duce) si concentra sul delirio sessuale, nel suo \u201cgiganteggiare fasullo\u201d su scarpe con tripli tacchi che ricorda qualcun altro. Ma in Italia pare non esserci \u201ccognizione\u201d e la ripetizione \u00e8 l\u00ec, sempre possibile.<br \/>Impressionante la parte finale. Le luci in sala sono accese, Gifuni si rivolge agli spettatori di oggi con le parole di ieri, che si riconoscono solo per gli accenti: i temi, invece, i soggetti e gli effetti sono tutti dell&#8217;oggi pi\u00f9 stringente. In attesa di una resurrezione.<br \/><br \/>La lingua raggiunge altezze vertiginose; i lievi cambi di abbigliamenti ribaltano l&#8217;essere sul palco (una maglia a posto della giacca ed ecco le due parti del testo). Lo spettacolo \u00e8 folgorante, compatto, veloce, anche grazie alla regia intelligente di Giuseppe Bertolucci. Fabrizio Gifuni \u00e8 di iperbolica bravura nello restituire quella magnifica, ricercata prosa con una naturalezza che fa emergere ancora di pi\u00f9 la profondit\u00e0 di spessore, il colpire al tempo stesso cuore e ragione. Gifuni \u00e8 solo in una scena completamente vuota, all&#8217;inizio traccia un segno con un immaginario gessetto, crea un percorso immaginario che poi si riempir\u00e0 di parole e delle immagini che da tali parole traggono vita. Gifuni non imita Gaddus, si fa megafono delle sue parole, dei pensieri, dell&#8217;uomo. Riuscendo a restituire una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 complesse della letteratura italiana. Una straordinaria prova d&#8217;attore. Uno spettacolo che non lascia respiro, che coinvolge, emoziona, costringe lo spettatore a interrogarsi, a pensare. A porsi domande, incessantemente.<br \/><br \/>Pubblico molto coinvolto, alla fine interminabili applausi.<br \/><br \/><strong>F. Rapaccioni, 19 febbraio 2011<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019ingegner Gadda va alla guerra o della tragica istoria di Amleto Pirobutirro\u201d &#8211; 2010 Stampa L&#8217;iperbolica bravura di Fabrizio Gifuni Lo spettacolo si compone di due parti, la prima tratta dai \u201cDiari di guerra e di prigionia\u201d, la seconda da \u201cEros e Priapo\u201d. 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