{"id":3186,"date":"2020-12-23T11:27:47","date_gmt":"2020-12-23T11:27:47","guid":{"rendered":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/?p=3186"},"modified":"2020-12-23T11:29:08","modified_gmt":"2020-12-23T11:29:08","slug":"il-capitale-umano-de-gregorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/il-capitale-umano-de-gregorio\/","title":{"rendered":"Il capitale umano-De Gregorio"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3186\" class=\"elementor elementor-3186\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-5e0e4b29 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"5e0e4b29\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-4941a0f5\" data-id=\"4941a0f5\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-64ed84e5 elementor-widget__width-inherit elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"64ed84e5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fabriziogifuni.it\/wp-content\/uploads\/elementor\/thumbs\/IlCapitaleUmano_g-p0aam1gkn6to6422r188c7pjdokjunagnfdno9h6dk.jpg\" title=\"Il Capitale Umano\" alt=\"Il Capitale Umano\" loading=\"lazy\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-43622999 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"43622999\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-392886cd\" data-id=\"392886cd\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-5526694a elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"5526694a\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Human Capital - 2013<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1cba0203 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1cba0203\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-542174ce\" data-id=\"542174ce\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-7b844e95 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"7b844e95\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Press<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c8ec441 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c8ec441\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-22805b78\" data-id=\"22805b78\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-59bb8fe2 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"59bb8fe2\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Le vite meschine degli speculatori quelli che vincono sui disastri italiani<\/strong><br \/><em><strong>Virz\u00ec cambia passo con un thriller corale sul nostro Paese<\/strong><\/em><\/p><p>Paolo Virz\u00ec ha cambiato passo. Come se fino a ieri avesse guidato una macchina di cui non conosceva il pulsante segreto, quello del decollo. Ora che si pu\u00f2&#8217; anche volare \u00e8 pronto per il giro del mondo. Si \u00e8 trasformato in un viaggiatore esperto di sentieri, un entomologo che raccoglie dettagli e li cataloga. E&#8217; andato in Brianza a raccontare com&#8217;\u00e8 cambiata l&#8217;Italia, lo ha fatto come se partisse per l&#8217;Alaska: vergine la curiosit\u00e0, controllata l&#8217;apprensione, sottolineate cento volte le guide. Ha messo in valigia i suoi attrezzi da sarto di storie (il filo dell&#8217;ironia, questa volta meno dolce del solito, beffarda e un po&#8217; crudele persino, le stoffe pesanti per il freddo che c&#8217;\u00e8 dentro casa e anche fuori, su al Nord, le sete per le sere di festa, le lamette per la disperazione, l&#8217;alcol per non pensarci, uno zainetto e una tuta per scappare, caso mai) e come un esploratore si \u00e8 addentrato di soppiatto nella terra dei ricchi. Di quelli che &#8220;hanno scommesso sulla rovina del nostro paese, e hanno vinto&#8221;. Gli speculatori, i maghi della finanza, quelli che ti promettono di guadagnare il 40 per cento sui tuoi risparmi e che poi se li mangiano, con la tua vita intera. Quelli che calcolano con un algoritmo quanto costa la tua morte, il &#8220;capitale umano&#8221; del titolo: il risarcimento agli eredi per l&#8217;assenza.<br \/>Il film \u00e8 bellissimo, il suo migliore. Potente, lieve, preciso. E&#8217; un congegno che funziona come l&#8217;ingranaggio di un orologio, ogni ruota gira in un verso diverso e tutte insieme battono il tocco delle ore. Non \u00e8 una commedia ma \u00e8 anche quello, non \u00e8 un thriller ma un po&#8217; s\u00ec, non \u00e8 un racconto a tesi ma un caleidoscopio di sguardi che tiene insieme i punti di vista senza dare lezioni. Senza quel tono di sufficienza e di distacco che confina col disprezzo e balla il mano fatalista del qualunquismo. Dirige un gruppo di attori eccezionali rendendo ciascuno di loro, se ancora possibile, una sorpresa.<br \/>Giovanni Bernaschi \u00e8 un finanziere di quelli che fra mezz&#8217;ora hanno un volo per Londra, vive in una villa con due rampe di scale all&#8217;ingresso i campi da tennis e una piscina riscaldata nel sotterraneo, ha una moglie bellissima ex attrice, un figlio adolescente che va alla scuola privata e tiene il suv in garage. Fabrizio Gifuni lo incarna con torva esattezza di sguardi, padronale volgarit\u00e0 di gesti tuttavia sempre eleganti, mai caricaturale, millimetrico nel passo brutale e segretamente consapevole della disperazione di chi, ormai, non pu\u00f2&#8217; tornare indietro. E&#8217; Gifuni-Bernaschi, il motore mobile, la causa e la ragione di ogni cosa. Della rovina dell&#8217;Italia, appunto, su cui il suo fondo ha puntato. Fabrizio Bentivoglio \u00e8 Dino Ossola, un immobiliarista sull&#8217;orlo della rovina la cui figlia \u00e8 fidanzata con il figlio di Bernaschi. Ha perci\u00f2 accesso alla villa, alla vita dei ricchi, ai loro doppi di tennis. Decide di investire 700 mila euro che non ha, facendoseli prestare, nel fondo miracoloso. Qui Bentivoglio abbandona il consueto charme distratto e inventa una figura patetica e tragicamente ordinaria, l&#8217;uomo in bilico sulla disfatta: \u00e8 suo il primo dei tre sguardi sulla scena. La storia avviene alla vigilia di Natale in un piccolo paese della Brianza. C&#8217;\u00e8 una cena di gala, c&#8217;\u00e8 un incidente &#8211; il cameriere della cena che torna a casa in bici, investito da un Suv &#8211; c&#8217;\u00e8 un colpevole ignoto.<br \/>Si legge il racconto con gli occhi di Ossola, dunque al principio. E con quelli della sua compagna Roberta, psicologa in un consultorio pubblico, incinta: Valeria Golino impeccabile nel sottinteso e nel sorriso, dolce e saggia, struggente interprete di una normalit\u00e0 smarrita. Poi daccapo, la scena rivive dagli occhi di Carla, la moglie di Bernaschi. Una Valeria Bruni Tedeschi fragile e una volta ribelle, sensuale e goffa insieme, fonte di grande ilarit\u00e0 (&#8220;C&#8217;\u00e8 la polizia? Cos&#8217;\u00e8 la polizia&#8221;), bravissima. Ex attrice dilettante, Carla vuole salvare dalla rovina il Politeama locale. Va in scena la contesa fra cultura e denaro, \u00e8 il racconto postumo della disfatta. &#8220;Capisci &#8211; dice al marito &#8211; non c&#8217;\u00e8 un teatro in tutta la provincia&#8221;. &#8220;E&#8217; grave, amore?&#8221;, le risponde lui distratto, a letto. Il direttore artistico designato, un professorino di storia del teatro, \u00e8 Luigi Lo Cascio. Strepitosa Caporetto delle loro velleit\u00e0 \u00e8 la scena di sesso tra i due nella sala cinema della villa, davanti a un vecchio film di Carmelo Bene.<br \/>Il terzo sguardo \u00e8 quello di Serena, la figlia di Ossola. Matilde Gioli, nuotatrice nella vita qui al debutto, \u00e8 la rivelazione del film. Non ama pi\u00f9 Massimiliano Bernaschi (Guglielmo Pinelli, anche lui alla prima bella prova di attore) ma lo accudisce come una madre. E&#8217; invece innamorata di Luca (Giovanni Anzaldo, febbrile, poetico), un paziente della sua matrigna psicologa, condannato per spaccio. Lo zio di Luca, Piero Pierobon, racconta in due scene dure come schiaffi la storia di tutti quelli che aspettano tra una canna e un acido di partire per Formentera, appena ho i soldi rilevo un chiringuito sulla plaja di Mitjorn. Bebo Storti \u00e8 il commissario di polizia che indaga: si indovina di lui una vita grama, una grande anima.<br \/>Affresco polifonico e corale, riscrittura del romanzo di Stephen Amidon affidata a Francesco Piccolo e Francesco Bruni, insieme allo stesso Virz\u00ec. L&#8217;America \u00e8 qui, in Brianza. Le donne conoscono la vita meglio degli uomini, la maneggiano pi\u00f9 disinvolte; i giovani &#8211; vere vittime di questo tempo cieco &#8211; soccombono alle aspettative dei padri, infragiliti dal lusso o dall&#8217;assenza di speranza; i pi\u00f9 poveri di mezzi sanno essere pi\u00f9 generosi di s\u00e8 e lungimiranti, sempre. In assenza assoluta di retorica, sono semplici annotazioni sul taccuino di chi osserva. Tocco di maestria le musiche di Carlo Virz\u00ec, percussioni etniche che danno al thriller il sapore di un viaggio altrove: tamburi per l&#8217;esplorazione, appunto, di una terra remota pericolosa e onnivora, la terra che ci sta mangiando. Si resta a lungo, nei giorni successivi, in compagnia dei volti e delle parole di Gifuni e Bruni Tedeschi, i pi\u00f9 sorprendenti di un cast superbo. Lei:&#8221;Avete scommesso sulla rovina del nostro paese e avete vinto&#8221;: Lui: &#8220;Abbiamo vinto, amore. Abbiamo. Ci sei anche tu&#8221;.<br \/><br \/><strong>Concita De Gregorio, La Repubblica &#8211; 7 gennaio 2014<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il capitale umano &#8211; 2013 Stampa Le vite meschine degli speculatori quelli che vincono sui disastri italianiVirz\u00ec cambia passo con un thriller corale sul nostro Paese Paolo Virz\u00ec ha cambiato passo. Come se fino a ieri avesse guidato una macchina di cui non conosceva il pulsante segreto, quello del decollo. 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