{"id":3598,"date":"2020-12-28T13:04:51","date_gmt":"2020-12-28T13:04:51","guid":{"rendered":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/?p=3598"},"modified":"2020-12-28T13:17:08","modified_gmt":"2020-12-28T13:17:08","slug":"la-meglio-gioventu-alberione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/la-meglio-gioventu-alberione\/","title":{"rendered":"La meglio giovent\u00f9-Alberione"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"3598\" class=\"elementor elementor-3598\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-6167a88 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"6167a88\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-316d75ce\" data-id=\"316d75ce\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-16be65cd elementor-widget__width-inherit elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"16be65cd\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fabriziogifuni.it\/wp-content\/uploads\/elementor\/thumbs\/LameglioGioventu_g-p0j5lnh8d70tj7gyivzemd4q4zb6wsfku0zn2em0so.jpg\" title=\"\u201cLa meglio giovent\u00f9\u201d \u2013 Foto di Angelo Turetta\" alt=\"&quot;La meglio giovent\u00f9&quot; - Foto di Angelo Turetta\" loading=\"lazy\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-c6552e elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"c6552e\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-1805b762\" data-id=\"1805b762\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-53355394 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"53355394\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">The Best of Youth - 2002<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-3e94d356 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"3e94d356\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-background-overlay\"><\/div>\n\t\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-385f38a5\" data-id=\"385f38a5\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4e064402 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"4e064402\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">Press<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-148818f4 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"148818f4\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-420e9742\" data-id=\"420e9742\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-9660cc5 elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"9660cc5\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Giovent\u00f9 amore e rabbia<\/strong><br \/><em>Premiato al &#8220;Certain regard&#8221; di Cannes, il film di Giordana dimostra come sia possibile fare tv e ritrovare il cinema civile.<\/em><\/p><p>Parte dal centro &#8211; dalla capitale &#8211; il viaggio del film di Giordana, che poi si muove fuori e dentro i confini della madre patria a dimostrazione di una vocazione centrifuga, potenzialmente sbandata o forse solo anelante alla libert\u00e0, del racconto e dei personaggi.<br \/>Parte da uno scorcio romano (che torna tre volte nel film), un coacervo di architetture e di epoche storiche che costituisce gi\u00e0 un&#8217;indicazione: come se la storia fosse fatta di accostamenti, integrazioni, ampliamenti pi\u00f9 che di cancellazioni, abrasioni e rotture. Parte da un tempo sospeso, da un vuoto &#8211; la &#8220;vacanza&#8221; estiva del 1966 &#8211; per attraversare quasi quattro decenni di storia italiana, anni pieni e pesanti di fatti, persone, avvenimenti, questioni private e vicende pubbliche.<br \/>Nasce cos\u00ec il corso fluviale della <em>Meglio giovent\u00f9<\/em>. Con una forma che \u00e8 gi\u00e0 sostanza di un discorso storico: una narrazione distesa nel tempo e nello spazio, uno scorrimento a tratti lento e a volte trascinante, con personaggi che sono affluenti impetuosi o sotterranee correnti carsiche&#8230; Il fatto stesso che al cinema esca diviso in due parti &#8211; un primo atto che va dal 1966 al 1982; un secondo dall&#8217;82 a oggi &#8211; sembra un riverbero della natura stessa dei personaggi (\u00abChi non \u00e8 diviso in due? Tu sei tutto poliziotto? lo sono tutto medico?\u00bb). Forse della natura stessa degli italiani.<\/p><p><em>La meglio giovent\u00f9<\/em> \u00e8 un <em>heimatfilm<\/em> nostrano che, attraverso la vita di due fratelli, dei loro consanguinei e amici, tenta il bilancio di una generazione che non \u00e8 stata solo di rivoltosi e terroristi, come poteva sembrare qualche tempo fa, e nemmeno, come a volte sembra oggi, di figli di puttana che prima o poi sono saliti sul carro del vincitore di turno. Questa &#8220;meglio giovent\u00f9&#8221; \u00e8 una generazione &#8211; ma forse si potrebbe dire un Paese &#8211; che ha ospitato al suo interno speranze e contraddizioni, spinte in avanti e bruschi stop, docce gelate e brucianti passioni, la lotta e l&#8217;impegno, il disordine e il bisogno di regole. Una generazione che voleva tutto ma che ha trovato o perduto molte cose per caso. Rulli, Petraglia e Giordana lo sanno perch\u00e9 \u00e8 proprio dei migliori anni della loro vita che si sta parlando. Ma non hanno un&#8217;ambizione sociologica o epocale: scelgono di guardare agli individui, alle persone o al massimo ai gruppi che conoscono meglio. La &#8220;meglio giovent\u00f9&#8221; evocata dalla canzone era quella delle persone chiamate a fare la guerra e perci\u00f2 destinate ad andare &#8220;sottoterra&#8221;; qui, in un senso pi\u00f9 ampio, esprime la condizione di chi si assume delle responsabilit\u00e0, fa delle scelte per governare la propria vita o aiutare quella degli altri Con il rischio di non farcela o di finire travolto dagli eventi.<\/p><p>\u00abL&#8217;Italia \u00e8 un paese bello e inutile&#8230; Un paese da distruggere\u00bb dice il professore universitario all&#8217;inizio del film. Dopo circa sei ore, sapremo che \u00abtutto \u00e8 veramente bello\u00bb e che \u00e8 valsa la pena di vivere, lottare, amare, cercare di capire e di migliorare il mondo.<br \/><em>La meglio giovent\u00f9<\/em>, al di l\u00e0 del titolo e di un riferimento puntuale alle posizioni di Pasolini sugli scontri tra contestatori e polizia, non \u00e8 un film pasoliniano: non lo \u00e8 nella messinscena e non lo \u00e8 negli assunti ideologici. Non ne ha la religiosit\u00e0 e la fisicit\u00e0, anche se ne condivide la stessa matrice civile (secondo quella linea minoritaria della cultura italiana che comprende nomi come Dante, Foscolo, Leopardi e, appunto, Pasolini), ma non \u00e8 un film pessimista, esacerbato e sconsolato come l&#8217;Italia aveva fatto diventare Pasolini. Al contrario: il film di Giordana gronda dolore ma distilla speranza, contiene il tragico (nella figura di Matteo) ma subordina tutto al suo impianto &#8220;progressista&#8221;, e cio\u00e8 a un&#8217;ipotesi riformista e migliorativa della societ\u00e0 e della vita. Addirittura prevede la conservazione di un&#8217;amicizia interclassista che resiste agli anni e all&#8217;acuirsi delle diversit\u00e0 tra le persone: segno di una fratellanza possibile degli italiani in nome di una storia comune e condivisa (siccome gli italiani si scoprono fratelli solo in occasione dei mondiali di calcio, i nostri eroi non esitano a tifare Corea per smontare la pi\u00f9 superficiale delle esibizioni di italianit\u00e0).<\/p><p>E&#8217; un film talmente dominato dalla positivit\u00e0 da riuscire nell&#8217;impresa di fondere cinema e televisione. Infatti non \u00e8 per nulla &#8220;antitelevisivo&#8221; come viene detto da coloro che ritengono impossibile l&#8217;accostamento qualit\u00e0 e tv. <em>La meglio giovent\u00f9<\/em> \u00e8 una grande lezione su come si potrebbe usare al meglio il mezzo televisivo, i suoi codici linguistici, le sue tipiche strutture narrative. La sceneggiatura non ha paura di richiamare la tradizione del feuilleton e magari anche qualche topos da telenovela (come quel figlio di un&#8217;unica notte d&#8217;amore che a un certo punto sbuca fuori&#8230;; ma va benissimo, perch\u00e9 la sceneggiatura ha gi\u00e0 previsto anche una possibile replica a chi criticasse una scelta del genere, quando dice: \u00able cose brutte ci sembrano naturali, le cose belle facciamo tanta fatica a crederle\u00bb).<\/p><p>Soprattutto \u00e8 un film di immagini che cercano di &#8220;cogliere il mistero&#8221; dell&#8217;esistenza individuale, dei vissuti relazionali e del tessuto storico che ogni vita e ogni scelta alimenta. Forse non \u00e8 sempre riuscito l&#8217;invecchiamento di alcuni personaggi, ma quel che davvero conta &#8211; la loro anima &#8211; balza in tutta evidenza sullo schermo: lo &#8220;spirto guerrier&#8221; di Matteo o la &#8220;simpatia&#8221; di Nicola sono impresse nei volti di Alessio Boni e Luigi Lo Cascio (ed \u00e8 un discorso che vale per l&#8217;intero cast, uno dei migliori visti in un film italiano degli ultimi vent&#8217;anni). E&#8217; anche grazie a questi attori che <em>La meglio giovent\u00f9<\/em> diventa uno straordinario esempio di cinema glocal: una storia d&#8217;Italia inedita e preziosa (davvero a molti &#8220;carati&#8221;), ma anche il romanzo di formazione di chiunque abbia capito che la storia, comunque e dovunque, siamo noi.<\/p><p><strong>Ezio Alberione, Duel &#8211; giugno\/luglio 2003<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La meglio giovent\u00f9 &#8211; 2002 Stampa Giovent\u00f9 amore e rabbiaPremiato al &#8220;Certain regard&#8221; di Cannes, il film di Giordana dimostra come sia possibile fare tv e ritrovare il cinema civile. 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