{"id":4475,"date":"2020-12-29T15:42:24","date_gmt":"2020-12-29T15:42:24","guid":{"rendered":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/?p=4475"},"modified":"2020-12-31T16:23:00","modified_gmt":"2020-12-31T16:23:00","slug":"le-mie-voci-di-dentro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fabriziogifuni.it\/en\/le-mie-voci-di-dentro\/","title":{"rendered":"Le mie voci di dentro"},"content":{"rendered":"<div data-elementor-type=\"wp-post\" data-elementor-id=\"4475\" class=\"elementor elementor-4475\" data-elementor-post-type=\"post\">\n\t\t\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-7927b745 elementor-section-full_width elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"7927b745\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-no\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-26ed2d8\" data-id=\"26ed2d8\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-4b956118 elementor-widget__width-inherit elementor-widget elementor-widget-image\" data-id=\"4b956118\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"image.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fabriziogifuni.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/360Eng.jpg\" title=\"360\u00b0\" alt=\"360\u00b0\" loading=\"lazy\" \/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-2c1d45ae elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"2c1d45ae\" data-element_type=\"section\" data-settings=\"{&quot;background_background&quot;:&quot;classic&quot;}\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-36a234d2\" data-id=\"36a234d2\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-737bc402 elementor-widget elementor-widget-heading\" data-id=\"737bc402\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"heading.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t<h2 class=\"elementor-heading-title elementor-size-default\">\"Le mie voci di dentro\"<\/h2>\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<section class=\"elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-1439a13a elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default\" data-id=\"1439a13a\" data-element_type=\"section\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-container elementor-column-gap-default\">\n\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-column elementor-col-100 elementor-top-column elementor-element elementor-element-60201462\" data-id=\"60201462\" data-element_type=\"column\">\n\t\t\t<div class=\"elementor-widget-wrap elementor-element-populated\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"elementor-element elementor-element-3a104e6b elementor-widget elementor-widget-text-editor\" data-id=\"3a104e6b\" data-element_type=\"widget\" data-widget_type=\"text-editor.default\">\n\t\t\t\t<div class=\"elementor-widget-container\">\n\t\t\t\t\t\t\t\t\t<p><strong>Dopo <em>De Gasperi<\/em> and <em>Paolo VI<\/em>, \u00e8 tornato in tv nei panni di <em>Franco Basaglia<\/em>, lo psichiatra che ha \u201ccancellato\u201d i manicomi.<\/strong><br \/><strong>Personaggio complesso e difficile da interpretare. Ma tagliato su misura per Fabrizio Gifuni. Uno che, al risveglio, si sente chiedere dalla moglie: \u201dOggi quanti siamo?\u201d<\/strong><\/p><p>Fabrizio Gifuni a teatro \u00e8 bravissimo. Quando la prossima stagione riprender\u00e0 la tourn\u00e9e (appena conclusa a Milano) dell\u2019<em>Ingegner Gadda va alla guerra<\/em>, andatelo a vedere: \u00e8 un\u2019ora di recitazione col fiato sospeso, nella complessa lingua di Gadda e nei meandri della sua disperata esperienza bellica, da cui non vorresti mai staccare. Poi per\u00f2 lo spettacolo finisce, e il mattino dopo ci si ritrova con l\u2019attore nella sala deserta a parlare di follia e di \u201cvoci\u201d. In <em>C\u2019era una volta la citt\u00e0 dei matti\u2026<\/em> (su raduno il 7 e l\u20198 febbraio) Gifuni diventa infatti Franco Basaglia, lo psichiatra veneziano morto trent\u2019anni fa, che lott\u00f2 contro la disumanizzazione e violenza degli ospedali psichiatrici, e diede vita alla Legge 180. Quella, per intenderci, che fece chiudere i manicomi.<\/p><p><strong>Lei in tv ha gi\u00e0 interpretato personaggi realmente vissuti, da Paolo VI a Alcide De Gasperi, e ogni volta si trasforma anche nell\u2019aspetto. Come fa?<\/strong><\/p><p>Che siano persone vere o personaggi inventati, ho sempre cercato di cerare prototipi umani il pi\u00f9 possibile diversi da me, persino fisicamente. Anche da spettatore, sono sempre stato pi\u00f9 affascinato dagli attori irriconoscibili che da quelli che fanno sempre se stessi.<br \/>La moltiplicazione dei ruoli e delle personalit\u00e0 ha a che fare con la recitazione, ma anche con la follia.<br \/>La schizofrenia \u00e8 il trionfo dell\u2019invenzione della personalit\u00e0. Ma il lavoro di Basaglia \u00e8 stato mettere al centro il confine indefinibile tra normalit\u00e0 e follia. Oltre quale limite un uomo pu\u00f2 essere definito \u201cdiverso\u201d? Uno dei motti dell\u2019antipsichiatria triestina era proprio: \u201dDa vicino nessuno \u00e8 normale\u201d.<\/p><p><strong>E lei quanto \u00e8 normale?<\/strong><\/p><p>Se a 26 anni non avessi deciso di lasciare la facolt\u00e0 di Giurisprudenza per diventare attore, credo che avrei avuto diversi problemi di gestione della personalit\u00e0. Ho un\u2019energia psichica e un\u2019attitudine al cambiamento che trovano nel mio lavoro uno sbocco naturale. Recitando, posso giocare con queste mie tendenza.<\/p><p><strong>Prima di diventare attore, le \u00e8 capitato di spaventarsi di questa energia, di non sapere come incanalarla?<\/strong><\/p><p>Fin da piccolo riuscivo a riprodurre molto bene le voci, compresa quella di uno zio settantenne. A 7 anni feci uno scherzo telefonico a mia nonna, convinto che lei mi sgamasse subito: invece, non cap\u00ec che non ero lo zio. Mi spaventai, riattaccai e, la sera, con un po\u2019 di timore, lo raccontai ai miei. Mi dissero che era una bella cosa: la nonna era molto sola e io potevo continuare a chiamarla per tenerle compagnia. Questo fatto mi provoc\u00f2 un sentimento duplice: il divertimento nel fingersi un altro, ma anche la sensazione che in questo c\u2019era qualcosa di mostruoso, di terribilmente serio.<\/p><p><strong>Quindi ha continuato a imitare voci?<\/strong><\/p><p>Sempre, ovunque. Era un demonietto che avevo dentro. Durante il servizio militare mi ha procurato guai: il capitano non ha gradito l\u2019imitazione e mi ha consegnato. La voce di quel capitano la faccio adesso a teatro, \u00e8 il generale di Gadda. Io mi porto dietro un catalogo di voci, che sento intorno a me e da cui tiro fuori ogni tanto qualcuno.<\/p><p><strong>Con tutto questo archivio di voci le capita anche di parlare da solo?<\/strong><\/p><p>Certo, dialogo fra me e me. Oppure, solo davanti alla televisione, faccio lunghe improvvisazioni, do fondo al mio repertorio schizofrenico. Il suono della voce \u00e8 la mia chiave di accesso alla recitazione: mi chiedo sempre perch\u00e9 una persona parla in quel modo, perch\u00e9 la sua voce si \u00e8 formata cos\u00ec. Attraverso il suono \u00e8 come se mi impossessassi della testa, ci entrassi dentro.<\/p><p><strong>Lei \u00e8 sposato con un\u2019attrice Sonia Bergamasco: com\u2019\u00e8 la voce di sua moglie?<\/strong><\/p><p>Proteiforme. Lei \u00e8 anche musicista, ha un approccio pi\u00f9 matematico e scientifico del mio, che \u00e8 emotivo: conosce la lingua della musica e i suoi valori numerici.<\/p><p><strong>Non era lei, fra i due, quello ossessionato dalla precisione?<\/strong><\/p><p>Le mie ossessioni sono il rovescio della medaglia: avendo un piccolo inferno dentro, tento disperatamente di mettere ordine.<\/p><p><strong>Affettivamente, che cosa le evoca la voce di Sonia?<\/strong><\/p><p>C\u2019\u00e8 materiale per psichiatri nel nostro rapporto vocale. L\u2019ho conosciuta prima attraverso la voce che di persona. Nel mio debutto in teatro, \u201cElettra\u201d, ero Oreste, il figlio che uccide la madre. L\u2019uccisione avveniva fuori scena, e in quel momento esplodeva un canto registrato con un acuto fortissimo: \u201dFigli non uccidete la madre\u201d. Un anno dopo ho saputo che quella registrata era la voce di Sonia.<\/p><p><strong>C\u2019\u00e8 qualche voce che lei non si sente di riprodurre, una sorta di tab\u00f9?<\/strong><\/p><p>No: le voci sono proprio un modo per superare il tab\u00f9. In realt\u00e0, quello che mi interessa attraverso la riproduzione del suono \u00e8 la capacit\u00e0 di rubare l\u2019anima. Certo, \u00e8 una vita un po\u2019 sovraffollata. Sonia ogni tanto la mattina mi chiede:\u201dQuanti siamo oggi?\u201d.<\/p><p><strong>Chiss\u00e0 che cosa avrebbe pensato Basaglia. A proposito: com\u2019era la sua voce?<\/strong><\/p><p>Molto bella, simpatica, veneziana. Capace di sdrammatizzare e riportare le cose alla concretezza.<\/p><p><strong>Come si \u00e8 avvicinato a lui?<\/strong><br \/>Intanto con un senso di liberazione. Il suo primo grande testo si intitolava <em>L\u2019istituzione negat<\/em>a, e questo mi ha aiutato a far piazza pulita di De Gasperi e Montini, con cui avevo avuto a che fare in tv. Come sempre, mi sono immerso nella documentazione, ho visto <em>I giardini di Abele<\/em> di Sergio Zavoli del \u201968, che per la prima volta entra nel manicomio di Gorizia dando la parola ai pazienti, e diversi altri documentari. Dopo questo lavoro, per\u00f2, ho cercato una strada originale: non sono un clone.<\/p><p><strong>Che cosa pensa oggi dell\u2019apertura degli ospedali psichiatrici, del lavoro fatto da Basaglia e dai suoi collaboratori?<\/strong><\/p><p>E\u2019 stata una delle poche rivoluzioni attuate in questo Paese, andava molto oltre i perimetri della psichiatria, toccava le scienze sociali e umane. Abbiamo lavorato fianco a fianco con persone che adesso stanno bene ma che hanno attraversato quel tipo di esperienza, gli elettroshock, la contenzione\u2026<br \/>La citt\u00e0 dei matti potr\u00e0 chiarire alcuni dubbi sulla Legge 180: ogni volta che una persona con disturbi psichici compie azioni pericolose, c\u2019\u00e8 qualcuno che chiede la riapertura dei manicomi\u2026<br \/>Una fiction non ha il compito di insegnare e spiegare. Per\u00f2 spero che a qualcosa serva. Sulla 180 c\u2019\u00e8 molta ignoranza: \u00e8 percepita come la legge che ha liberato i matti, scaricandoli sulle famiglie. Ma il fatto \u00e8 che prevedeva strutture e aiuti che in alcune regioni non sono ami arrivati. Mentre in altre zone, come a Trieste, ci sono i Centri di salute mentale, che sono pubblici e danno grande sostegno a famiglie e comunit\u00e0.<\/p><p><strong>Rinchiudere un malato significava togliergli la voce. Poi, c\u2019\u00e8 chi se l\u2019\u00e8 ripresa, come Alda Merini, una delle pi\u00f9 grandi poetesse italiane.<\/strong><\/p><p>S\u00ec. In altro modo, \u00e8 successo anche a Gadda: dopo la guerra, la prigionia, la morte del fratello, ha scritto che era un automa sopravvissuto a se stesso. Ma proprio da quella morte a se stesso nasce lo scatenamento della sua lingua. Diceva Genet che non c\u2019\u00e8 per la bellezza altra origine che la ferita.<\/p><p><strong>Se l\u2019arte nasce dal dolore: qual \u00e8 il suo?<\/strong><\/p><p>Non ho subito eventi traumatici. Ma ognuno porta dentro delle microfratture ed \u00e8 l\u00ec, sulle proprie debolezze, che \u00e8 pi\u00f9 interessante lavorare.<\/p><p><strong>Lei su che cosa sta lavorando?<\/strong><\/p><p>Sto imparando a tirar fuori un po\u2019 di cattiveria. Io ho la propensione a mettermi sempre nei panni degli altri: ce l\u2019ho nel lavoro, ma me la porto dietro anche nella vita, e questo comporta qualche problema. Insomma, devo trovare la forza di rivendicare me stesso, ci\u00f2 che sono e ci\u00f2 che ho fatto.<\/p><p><strong>Ha fatto due bambine di 6 e 4 anni: anche con loro fa le voci?<\/strong><\/p><p>Certo, e le loro voci promettono molto bene. Anzi, ho ripreso alcune improvvisazioni che abbiamo fatte insieme, e le ho portate nel mio lavoro.<\/p><p><strong>Marina Cappa, Vanity fair \u2013 febbraio 2010<\/strong><\/p>\t\t\t\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/div>\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t<\/section>\n\t\t\t\t<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Le mie voci di dentro&#8221; Dopo De Gasperi e Paolo VI, \u00e8 tornato in tv nei panni di Franco Basaglia, lo psichiatra che ha \u201ccancellato\u201d i manicomi.Personaggio complesso e difficile da interpretare. Ma tagliato su misura per Fabrizio Gifuni. 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