[…] nel finale di Così ridevano Giovanni rincorre il treno su cui Pietro e il suo accompagnatore si sono imbarcati per tornare al riformatorio. (…) Mentre Giovanni scambia la propria atavica angoscia con quella più recente dell’accompagnatore – bellissima ed emblematica figura secondaria, perfetto esemplare di intellettuale “sociologico” che sta trasformandosi quasi senza saperlo in intellettuale di massa – noi percepiamo per intero la sua debolezza, l’essere sempre in ritardo. […] Tullio Masoni – Cineforum 378